Minimally Processed
Una scelta consapevole.
Fare cioccolato bean to bar, per noi, significa anzitutto selezionare con attenzione i migliori semi di cacao e, quando possibile, acquistarli direttamente dai contadini nei Paesi d’origine.
Quando questo non è possibile, sono le cooperative dei produttori a orientare la scelta degli esportatori, indicando partner ritenuti trasparenti, etici e rispettosi del valore del loro lavoro.
Un modello flessibile, ma sempre centrato sul produttore.
Negli ultimi anni, i piccoli agricoltori stanno conquistando una nuova consapevolezza del valore reale del cacao che coltivano: hanno fondato consorzi e associazioni che permettono loro di determinare il prezzo delle fave e di dialogare con i compratori internazionali, ruolo un tempo negato.
Questa autonomia ha generato reti di scambio e crescita — pratiche sostenibili, condivisione di soluzioni, formazione reciproca. Coltivatori pagati in modo equo custodiscono con più cura la qualità del raccolto e il futuro delle piantagioni.
Una volta scelto il cacao, la nostra attenzione si rivolge alla trasformazione, che riteniamo debba essere minimamente processata — minimally processed: intervenire il meno possibile per lasciare spazio a ciò che la natura ha creato.
Il nostro compito è preservare l’impronta aromatica originale di ogni origine, senza standardizzarla.
All’interno di questa filosofia si esprimono due nostre linee produttive:
• UNROASTED — fave non tostate
Le fave vengono sanificate ma non tostate, così da mantenere integro il profilo aromatico primario del cacao. Una scelta che conserva note fresche, fruttate, floreali — l’essenza pura del territorio.
• GENTLE ROASTED — tostatura gentile
Quando la tostatura è prevista, è sempre tenue, mai aggressiva. Il calore sviluppa gli aromi naturali senza modificarli, lasciando al cacao voce piena e riconoscibile. Non imponiamo sapori: li riveliamo.
Proteggere il cacao significa proteggere biodiversità, patrimonio genetico e memoria agricola.
E possiamo farlo solo rispettando chi lo coltiva, affinché possa preservare quegli ecosistemi unici che rendono il cacao un bene culturale oltre che agricolo.
Processarlo con consapevolezza, in armonia con la sua essenza, è una scelta che abbiamo deciso di fare e che sosteniamo con convinzione.
